Palazzo Silvani

Wednesday, May 07, 2008

Bologna,l'agenzia integrale
(ANSA) - BOLOGNA, 5 MAG - Venticinque condanne a pene che vanno dai sette anni e mezzo ai tre anni e un mese - con l'applicazione dell'indulto se concedibile - sono state chieste dal Pm Antonello Gustapane al processo per falso ideologico continuato che vede imputati 33 esattori della Cassa di Risparmio di Bologna, accusati di aver redatto nei primi anni '90 verbali di irreperibilita' di pignoramento falsamente negativi. Per gli altriotto esattori Gustapane ha considerato le attenuanti generiche equivalenti alle aggravanti e quindi ha chiesto l'assoluzione per prescrizione. Le condanne piu' pesanti, sette anni e sei mesi, sono state chieste per i tre responsabili dell'ufficio dei riscossori. In linea generale la condanna e' stata chiesta per quegli esattori accusati di piu' di mille verbali falsi(fino a 8.063) e l'assoluzione per quelli sotto i mille. Oggi ha parlato anche l'avvocato dello Stato Fausto Baldi: ha sottolineato che, fatta salva la responsabilita' penale dei singoli riscossori, le azioni furono determinate anche dall'azione costante di pressione sugli esattorida parte dell'organizzazione dalla Carisbo. E gli esattori non avrebbero tratto nessun utile diretto. Il processo proseguira' il 13 maggio e poi il 23 e 25 giugno. Inizialmente gli imputati erano accusati anche di truffa, ma il reato nel frattempo si e' prescritto. E a settembre dovrebbe prescriversi anche il reato di falso ideologico continuato. Quindi e' un processo che, al limite con l'appello, finira' in prescrizione. Tutta la vicenda giudiziaria degli esattori ha avuto un andamento macchinoso: l'hanno condotta in tempi e modi diversi 6-7 Pm diversi. Poi, quando il troncone principale era arrivato a processo, c'era gia' stata un'assoluzione.Il giudice unico aveva prosciolto gli imputati, perche' il fatto non sussiste, in seguito a istanze predibattimentali.
Ma la Cassazione, a cui aveva fatto ricorso la Procura, aveva rimesso gli atti al Tribunale di Bologna per ricominciare il processo. Poi erano confluiti nel processo altri 'pezzi' dell'inchiesta. Nel febbraio 2006 era stata respinta dal giudice una questione di legittimita' costituzionale relativa alla legge exCirielli sollevata dai difensori di tutti gli imputati (tranne uno). L'ultimo intoppo era stato quello di una udienza del filone principale saltato per il mancato deposito delle trascrizioni della precedente udienza. L'indagine principale sugli esattori era cominciata nel '95, ed era stata condotta dagli uomini della Guardia di Finanza.L'accusa era quella di aver danneggiato il ministero delle Finanze e 53 Comuni nell'ambito del servizio di riscossione dei tributi, che la banca bolognese svolgeva in regime di concessione per conto dei Comuni.Quando scatto' l'indagine, secondo gli investigatori il meccanismo aveva fatto perdere all'erario a Bologna svariate centinaia di miliardi di lire. (ANSA).