Palazzo Silvani

Saturday, June 21, 2008

Ecco una sintesi dei fatti che mi hanno portato a subire questo eterno processo:

Eravamo 28 esattori, in realtà ne occorrevano tanti di piu' vista la mole di lavoro.

Io ero cresciuto in quell'ambiente da ragazzo possiamo dire, entrai in banca a 23 anni, ora ne ho 55. Per 12 anni svolsi la mansione di messo notificatore, quella è stata la mia prima esperienza lavorativa. Era un mondo molto diverso da quello di oggi. Il mio compito era la notifica delle cartelle delle tasse e successivi avvisi di mora. Quando non trovavo il destinatario per irreperibilità e trasferimento restituivo l'atto per ulteriori ricerche.
Alla fine corredato di tutto quelle certificazioni di legge e affisione all'albo comunale lo trascrivevo nel registro cronologico.

Nel 1988 divenni ufficiale esattoriale.
La gratifica economica il continuo coinvolgimento nella attività mi fecero credere di essere un bravo esattore. Ero entusiasta del mio lavoro e, contento, mi preoccupavo solo di portare a termine il mio incarico .
Tuttavia le pratiche da smaltire erano sempre piu': noi esattori segnalammo la cosa ai nostri superiori, occorrevano rinforzi.
Questi rinforzi non arrivarono e i nostri superiori ebbero la geniale idea di affidare agli esattori anche l'incarico di mettere a cronologico gli atti irreperibili dei messi straodinari (i messi notificatori assunti temporaneamente per le notifiche massicce come la tassa rifiuti).
Questi lavoratori non potevano essere titolari di un registro se l'assunzione era inferiore a sei mesi come è sempre stato. Quindi i funzionari usavano noi esattori per registrare sul proprio crono gli irreperibili non di nostra pertinenza.

Sono convinto ancora che non ci fosse niente di sbagliato, e che si potesse fare in quanto io non ero obbligato (e non ho mai sostenuto di averlo fatto!) a verificare personalmente, recandomi sul posto, la veridicità dell'atto che era già completato dal messo notificatore. Il mio compito si limitava solo a completare la registrazione sul registro cronologico, per attivare successivamente le ulteriori procedure. Quindi il messo notificatore si recava sul posto, gli esattori registravano l'atto sul registro in quanto il messo straordinario non ne aveva il possesso: questa è stata la decisione dei miei superiori. Gli atti di reperibilità che mettevo a cronologico erano comunque sempre completi di tutti quei controlli che prevedeva la legge: mancata notifica del messo, certificazione dell'ufficiale d'anagrafe, affissione di otto giorni all'albo comunale con la firma del segretario comunale (o chi per esso).

In sostanza la maggioranza di questi atti, che oggetto di discussione durante il processo, riguardano la maggior parte persone decedute, irreperibili assoluti e trasferiti. Anche in questi casi, comunque, la procedura non terminava: gli atti registrati non necessariamente si esaurivano in questo modo (ovvero con la registrazione) bensì - in moltissimi casi (emigrazioni ecc) venivano ristampati degli altri atti ai nuovi indirizzi. Questo ha dato origine (avendone registrati molti, di questi atti in un giorno) al falso ideologico. In taluni casi invece poteva capitare che scrivessi dopo qualeche giorno un verbale di nullatenza invece del giorno stesso. Ritengo di aver compiuto in buona fede meri errori materiali: conoscevo i miei contribuenti perfettamente.

L'idea che l'accusa si fece da subito fu che esattori non uscivamo mai da quel palazzo ed eravamo dei falsari. Nessuno da subito volle capire che avevamo solo l'interesse personale a riscuotere: le colpe della disorganizzazione della struttura esattoriale ricaddero solo su noi esattori, meri esecutori di un progetto superiore.

Sono 14 anni che aspetto che venga fatta chierezza su una situazione che in tante altre città si è risolta in brevissimo tempo.

Gli avvisi di garanzia che ho ricevuto in questi anni dimostrano solamente l'accanimento gratuito delle istituzioni nei confronti di un lavoratore comunque onesto.