Palazzo Silvani

Thursday, May 17, 2007

SENTENZA TRIBUNALE DI IMPERIA
Ho finalmente la sentenza assolutoria degli ufficiali di riscossione di Imperia.
n 912/06 n 352/98 RGNR n 514/03 R.DIB Sentenza del 19/10/2006 depositata 15 /01/07

Il Giudice Monocratico di Imperia ha assolto gli Ufficiali di riscossione ,perchè:
premesso che come da noi, i reati sono gli stessi,le indagini meglio o peggio non sò furono fatte,le "mancanze" sono le stesse,la sentenza poichè il fatto non sussiste,ha una caratteristica principale e consiste nel fatto che da loro,non è coinvolta l'azienda anzi li difende,da noi è il contrario.

DIRITTO

Tutti gli imputati devono essere mandati assolti dal reato loro ascritto.
La mole enorme di attività istruttoria compiuta ha evidenziato in prima battuta una gran quantità di atti apparentemente falsi,circa settecento come riferito dal Mllo dealla G di F
Il dibattimento per altro ha fortemente ridimensionato tale dato seguito delle contestazioni operate nel contradditorio dalle parti,riducendo gli atti sospetti a poche decine.Tuttavia ,anche a considerare per questi raggiunta la piena prova,il giudicante non ritiene l'operato degli agenti della riscossione suscettibili di responsabilità penale.In primo luogo infatti la prova del falso risultata affidata esclusivamente a parola di debitori,con tutti i limiti che tale prova comporta.
In secondo luogo nessun interesse personale è emerso da questa vicenda a favore degli imputati ,che anzi con il loro operare nulla avevano da guadagnare da tali atti .Inoltre,tutte le circostanze di fatto rendono dubbia la stessa configurazione del reato.
I testi,Direttore del servizio Ispettore Ministero Finanze e P.G. coordinatori delle indagini,riferivano sulle modalità del sistema di riscossione.
In particolare gli agenti di riscossione ricevevano gli atti allor quando il debitore non aveva pagato l'imposta nei termini indicati nella cartella esattoriale nè dopo l'aver ricevuto l'avviso di mora ,per cui si provvedeva all'esecuzione coattiva.Per questo l'agente doveva recarsi presso l'abitazione del debitore e lì provvedeva al pignoramento mobili.Nel caso non rinvenisse nulla da pignorare redigeva l'atto di pignoramento negativo.Tale documento veniva poi allegato dalla Concessionaria (Sestri) allor quando questa faceva richiesta di sgravvio o rimborso all'Ente per conto del quale aveva proceduto alla riscossione dell'imposta.La procedura doveva concludersi entro sei mesi(oggi 18) termini che se non rispettati dalla Sestri la obbligavano a versare ugualmente l'importo della cartella o secondo i casi a non essere rimborsata dell'importo della cartella già versata preventivamente all'ente.
Poichè l'ispettore del Ministero delle Finanze ,durante l'attività di controllo aveva riscontrato che alcuni verbali redatti dagli stessi ufficiali portava la stessa data e ora,trasmetteva la segnalazione alla procura della repubblica.Questa avviava le indagini chiedendo a tutti gli Enti pubblici (ufficio Imposte Dirette,ufficio Iva,Previdenziali e Comuni )che si avvalevano della Sestri di trasmettere
lee rischieste di sgravio o rimborso ricevute dalla Sestri con gli allegati verbali negativi.Ricevuti circa 3000 verbali,si procedeva alla identificazione di tutti i debitori quindi si interpellavano tutti quelli reperibili,circa 600 o 700 persone e in parecchi casi i debitori dichiaravano di non aver mai ricevuto in casa alcun ufficiale di riscossione per il pignoramento .
In tutto venivano individuati 598 casi di atti di pignoramento negativo,ritenuti non veri.
L'esame dei debitori sentiti nelle udienze dibattimentali per altro non consente ritenere totalmente fondato nè pienamente attendibile quanto dagli stessi affermato alla P.G.
Mentre in quella sede infatti i testi sono stati estremamente precisi e determinati nell'escludere l'accesso degli ufficiali di riscossione presso la loro abitazione,come copie dei verbali prodotte dal P.M.attestano,al dibattimento ,nella quasi totalità dei casi tale sicurezza e' venuta meno,sia per il trascorrere del tempo sia soprattutto a fronte delle contestazioni delle difese,in molti casi potevano dimostrare gli accessi di ufficiali di riscossione nel corso del tempo vi erano stati ,alcuni fruttuosi altri negativi a conferma della debolezza della tesi accusatoria fondata solo sul ricordo dei debitori.Ciò tanto più se si considera che i debitori in moltissimi casi erano destinatari di non solo una,ma plurime cartelle esattoriali,ed inoltre per altri debiti erano anche soggette a procedure escecutive civili.Ulteriore elemento di valutazione,ma di valore non secondario e sicuramente da apprezzare,è costituito dal fatto che nessun vantaggio economico traevano gli ufficiali di riscossione nello stilare verbali di pignoramento negativi.Il Capo servizio per altro riferiva che in sostanza la Sestri nulla aveva ritenuto di contestare ai suoi ufficiali di riscossione in merito a quanto emerso dalla presente inchiesta,in quanto da un lato e in linea generale i debitori,anche dopo l'accesso negativo,venivano sempre tenuti sotto controllo,anche perchè quasi sempre colpiti da piu' cartelle,essendo sempre l'interesse della Sestri quello di recuperare i crediti.Dall'altro perchè in quei anni .dal 1992 in poi vi era stato un notevole incremento di emissioni di cartelle a seguito di una modifica normativa che aveva ampliato sensibilmente la competenza degli esattori attribuendo loro il recupero di molte imposte che prima venivano recuperate direttamente dagli enti pubblici:tale aumento di competenza non aveva però portato ad aumenti di organico e ciò aveva comportato agitzaioni sindacali.
Le spiegazioni del Capo servizio della Concessionaria secondo cui i debitori in realtà venissero sempre tenuti d'occhio dagli ufficiali di riscossione,di cui in effetti si apprezzava l'operato tanto da non meritare alcuna censura ,induce a ritenere che in effetti la pratica di pignoramenti negativi a tavolino a carico di debitori materialmente insolventi o di poco conto non fosse affatto sgradita ,in quanto non faceva scadere i termini per il rimborso o lo sgravio all'ente impositore e comunque consentiva il recupero delle somme dovute anche in tempi successivi.
A riprova e circa l'effetto di questa istruttoria salla posizione della Sestri verso gli ufficiali di riscossione indagati,il Capo Servizio riferiva che la Sestri aveva contestato i 4/5 casi di verbali falsi in quanto redatti dagli stessi ufficiali alla stessa data e ora in luoghi diversi qualificandoli come errori materiali,e essi neppure era in grado di riferire sull'esito della azione disciplinare.
Tale pressochè nulla considerazione sui fatti qui esaminati da parte della Sestri,datore di lavoro non può ad avviso del giudicante,non riflettersi sull'elemento psicologico del reato attribuito agli imputati.Quale ultima osservazione sull'intera vicenda infatti,pare opportuno rilevare che anche nei pochi casi strettamente provati di verbale negativo redatto a tavolino,non può ravvisarsi l'ipotesi del falso ideologicamente penalmente rilevato.
Anche la Suprema Corte ha ripetutamente affermato infatti che la sussistenza del falso ideologico non è sufficiente che la falsificazione sia avvenuta consapevolmente e volontariamente,ma va esclusa tutte le volte in cui la falsità risulti essere frutto di leggerezza o negligente applicazione di una prassi amministrativa,poichè il sistema vigente ignora del tutto la figura del falso documentale colposo ,così da ultima Cassazione 18/05/04 n° 27770.
Poichè questa era la prassi dell'ufficio tollerata se non suggerita dal datore di lavoro,che non recava alcun vantaggio diretto all'agente,gli imputati,anche sotto questo profilo,dovevano essere mandanti assolti dei reati loro ascritti perchè il fatto non sussiste.


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