Palazzo Silvani

Tuesday, May 08, 2007

UDIENZA DIBATTIMENTALE DEL 7 MAGGIO 2007

In questa data si è conclusa l'audizione degli inquirenti nell'elencare le presunte irregolarità dei singoli esattori.
Il maresciallo della guardia di finanza, diverso da quello precedente, ha elencato per ogni singolo esattore le presunte irregolarità. Era presente fin dall'inizio dell'inchiesta. Con sorpresa, ad una specifica domanda di un singolo difensore - la quale consisteva nel sapere se erano stati fatti approfondimenti sull'organizzazione del lavoro (se erano coinvolti eventualmente i vertici della Banca) - l'inquirente ha risposto, secondo me, in maniera evasiva - dicendo che non erano stati svolti accertamenti in quella direzione. E pensare che da subito,l'impressione è che avessero capito tutto!

I primi esattori interrogati avevano specificato che nulla era stato fatto di "mostruoso" e di diverso da ciò che succedeva nelle altre Esattorie italiane, e che non era possibile giornalmente fare gli accessi e contemporaneamente registrarli nel registro cronologico. Il verbale infatti va completato in tutto. Gli inquirenti avevano capito che l'organizzazione del lavoro era ben più
ampia, che i vertici non potevano non sapere (vedi Corte dei Conti). Tuttavia si sono fermati a noi.

L'azienda poi ci ha messi gli uni contro gli altri subito, e di questo mi meraviglio si stupisca uno dei maggiori direttori del settore.

Nella precedente udienza il pubblico ministero suggerì l'opportunità che fossero presenti i tre responsabili coinvolti che forse sarebbero stati sentiti. Ciò non è avvenuto. Comunque uno di questi era presente, come sempre, da quando è iniziato il processo, un altro finalmente si è visto, il terzo ancora si fa di nebbia. Terminata l'audizione dei finanzieri sono state fatte poche domande di diverso genere tra cui chi doveva controllare il registro cronologico. Il giudice poi ha confermato l'udienza del 31 maggio 2007 durante la quale comincerà l'ascolto dei testi dell'accusa. Sarebbero quei contribuenti che subito dopo l'inchiesta (quindi marzo 1995) ricevettero la visita della guardia di finanza e chiesero loro notizie circa l'esattore (se l'aveva mai visto.. ecc.) I testi sono complessivamente 56 e - se qualcuno fosse deceduto nel frattempo - il pubblico ministero dovrà esibire al giudice certificato di morte. Nella prossima udienza saranno invitati a mezzo Polizia Giudiziaria, i testi fino all'esattore con la lettera M.

Tengo a precisare in particolare l'inesattezza di un inquirente circa i compensi degli esattori. L'ufficiale di riscossione - faceva lievitare la busta paga solo ed esclusivamente se riscuoteva la quota che aveva in carico o effettuava il pignormento a saldo del debito. Era permesso soprattutto nei Comuni più lontani e quindi difficili da raggiungere, qualche volta - per ottenere il diritto alla trasferta - di mettere nel numero degli atti uno o due verbali negativi, completi di certificazione anagrafica. Questa concessione interveniva solo nei periodi di scarsità di atti. Tutto questo era regolato dal Contratto integrativo aziendale della Cassa di Risparmio in Bologna. Contratto, che sarebbe stato dovuto essere difeso e non violato con una facilità vergognosa. Contesto anche il criterio di considerare falsi - basandosi sul registro cronologico - gli atti registrati giornalmente superiori a 20, perché non eravamo 28 esattori clonati ma ognuno lavorava in piena autonomia. Quindi se a me andava di lavorare molto 20 atti erano irrisori, naturalmente tenendo in considerazione la zona in cui lavoravo e la quantità di atti che avevo da riscuotere. Questo sono 13 anni che non lo si vuole capire.