Palazzo Silvani

Tuesday, May 01, 2007




Dall'Isola d'Elba

Trascorrendo qualche giorno all'Isola d'Elba durante il ponte del 25 aprile ho letto (sabato 28) sulla Repubblica un articolo dedicato al delitto di Cogne intitolato "Lo show infinito di un paese distorto" di Gabriele Romagnoli. Il giornalista descrive i personaggi: il dottore incompetente, il padre scudo, il prete cieco, l'avvocato ingarbugliato, il feticista cattolico, il colpevole vittima. Contemporaneamente Berlusconi dopo 11 anni, veniva assolto per il processo SME. Il titolo del giornalista calza a pennello anche il mio caso (anche se fortunatamente non si tratta di un delitto o comunque non c'è un cadavere). Scusandomi da subito per la retorica! Ma non riesco a non pensare che il mio processo va avanti da 13 anni e che subito subito, coloro che traevano il maggior profitto dal farmi lavorare così, furono esclusi dalle indagini. E che - grazie ad un vizio di forma che annulla la sentenza di assoluzione - sono ancora qui aspettare il primo grado di giudizio.

Per tanti anni sono andato all'Elba, isola che mi è particolarmente cara - in quei luoghi sono riuscito a scegliere un difensore che aveva lasciato la magistratura e che ha preso a cuore la mia situazione; sempre in quei luoghi ho ricevuto la notizia della temporanea assoluzione.In realtà sono già 13 anni che sono stato punito, come se avessi fatto chissà che cosa: mi è stata negata la possibilità di portare a casa quello stipendio che mi aveva permesso di vivere con una certa dignità.

Evidentemente non ero nella manica giusta. Ricordo ancora che proprio subito dopo l'apertura dell'inchiesta una delegazione sindacale che rappresentava la mia "categoria" fu ricevuta dalla direzione e in quell'occasione fu comunicato loro il disappunto della direzione stessa sui primissimi due interrogatori che accusavano gli stessi. Come nel caso di Cogne, le indagini svolte da subito avrebbero dovuto fare un distinguo di quelle persone che più di altre si adeguavano agli occhi dei referenti - cosa che in parte avvene ma probabilmente fu ignorata. E' intollerabile che in un pease, proprio oggi che è il 1 maggio, tante belle parole dette in televisione... molti doveri e pochi diritti. La giustizia ha tempi troppo lunghi, e a volte è inarrivabile e per alcuni le punzioni sono anticipate.